 Formazione a distanza
- Formazione formatori
- Istruzioni e demo
- Corsi
- Accesso a FAD
 Premessa
La 626 è stata una legge innovativa, non solo perchè aveva rivisto gran parte delle norme sulla sicurezza, ma perché aveva introdotto due concetti presenti per la prima volta in una norma italiana:
il primo: Il datore di lavoro è anche datore di sicurezza. Nel momento in cui affidiamo un lavoro ad un dipendente dobbiamo sapere come farglielo fare in modo sicuro, dobbiamo trasmettergli questa informazione ed essere certi che abbia appreso, in altri termini che sia “formato”.
La seconda novità è stato il concetto di rischio, definito come parte del lavoro: lavorare vuol dire rischiare. Da questo assioma discende che il danno da lavoro diventa un reato solo se l’imprenditore non ha fatto tutto ciò che poteva per evitarlo e lo può dimostrare. E’ evidente il ruolo cardine che la formazione gioca in questo caso.
Il processo di rivisitazione è proseguito con il D.Lgs. 81/2008, il C.D. “Testo Unico” che, pur abrogando la 626, avvalora i concetti di cui sopra.
La formazione però si presenta spesso come un problema di non facile soluzione per diversi aspetti:
- Ha costi vivi rilevanti: per l’onorario dei relatori, per il mancato lavoro dei discenti
- Ha costi organizzativi non secondari: invio di dipendenti a corsi fuori sede, fermata del lavoro in caso di corsi collettivi in azienda
Esistono soluzioni a basso costo ed impatto contenuto sull’organizzazione aziendale?
Si. Almeno due.
E’ possibile formare dei formatori, cioè inviare ad un corso una o più figure aziendali (ad esempio gli assistenti di reparto, i quadri, i capireparto). Questi poi, a cascata, formano gli altri lavoratori secondo tempi e percorsi organizzativi comodi all’azienda.
Pregi:
- basso costo,
- impatto organizzativo contenuto
Difetti:
- la certificazione dell’avvenuta formazione è una attestazione interna all’azienda
- necessita di un controllo costante della qualità effettiva della formazione (ancora una volta in capo al datore di lavoro!)
Seconda ipotesi: la formazione mediante e-learning. L’operatore si mette davanti ad un PC, si collega ad sito dedicato dove è presente una piattaforma sulla quale sono implementati programmi interattivi di formazione alla sicurezza: La formazione può essere interrotta e ripresa quando è più comodo. Il corso è ricco di illustrazioni, riferimenti fotografici, tests di autovalutazione e termina con un piccolo esame al quale segue un vera e propria certificazione dei temi sui quali il lavoratore è stato formato.
Pregi:
- basso costo (poche decine di euro)
- impatto organizzativo contenuto
- alta qualità
- certificazione della avvenuta formazione
- utilissima in caso di assunzioni: è utilizzabile anche per un solo lavoratore
Difetti:
- il suo utilizzo è limitato ai lavoratori in grado di utilizzare almeno in modo rudimentale un PC
Valutando pregi e difetti delle due metodiche citate ci si rende facilmente conto che:
- entrambi i sistemi sono molto meno onerosi della formazione tradizionale
- la formazione mediante e-learning o “formazione a distanza” (FAD) è il metodo più snello, meno costoso e con efficacia più “certificata”
- se non esistesse il limite dovuto alle persone non informatizzate la FAD sarebbe l’unica scelta
Soluzione: invece che formare dei formatori, è possibile formare dei “tutor” con le seguenti caratteristiche e compiti formativi:
Caratteristiche:
- soggetto addetto a mansioni non necessariamente correlate al tema di sicurezza trattato
- alfabetizzazzione informatica almeno modesta (una impiegata che usa Word è idonea)
Compiti:
- si collega al sito formativo ed esegue il corso FAD per Tutor (gratuito)
- assiste i lavoratori non sufficientemente informatizzati durante i primi minuti del loro corso FAD
- interviene in caso di necessità durante il corso FAD
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